Tuesday, March 21, 2023

La stampa e la Rai le paghiamo noi.

Sì, ci costano, i dati sono quelli del 2021, 1,7 miliardi in canone Rai e 88 milioni in contributi pubblici alla stampa.
In pratica abbiamo un mondo, a caro prezzo, che gira attorno al sistema clientelare e mafioso pubblico nazionale, dove chi serve il potere giusto fa carriera, ovvero chi mente e nasconde certi crimini e certe porcheria, chi non denuncia la corruzione e tanto altro, cambia lavoro.
Chi conosce il mondo del pubblico impiego, o peggio, del parastato, sa bene di cosa parlo.
Il merito è pura utopia, ma soprattutto le doti più disgustose, disprezzate dalle persone oneste e normali, sono le più apprezzate e abbiamo il servilismo untuoso al primo posto.
Il potere, anzi tutti i poteri politici, hanno bisogno di questo apparato viscido e disgustoso per mantenersi.
Così le varie mode sottoculturali prendono piede e vincono, dalle posizioni filo cattoliche, tradizionaliste, ai tempi dei governi DC, mentre oggi siamo alle mode demenziali di un un mondo in avanzato stato di putrefazione che si sente realizzato nella non cultura gender.
Gli italiani leggono poco i giornali?
Questo fatto prova che gli italiani sono meno stupidi di altri popoli di beoni, che si bevono tutto, a Nord delle Alpi.
Il danno che ne consegue comunque è enorme, abbiamo un ceto medio sempre obbediente e servizievole verso il potere, legittimo o illegittimo che sia, abbiamo giovani sbandati che seguono le ultime mode, senza speranza di un futuro, non dico migliore, ma solo reale.
Gli imbonitori servono il potere di certi gruppi che mantengono privilegi o favoriscono giochi sporchi, la cronaca c'è ne ha raccontate tante.
Siamo in guerra contro la Russia e spendiamo miliardi, invece che usarli per i gravi problemi nazionali.
Ci dicono che stiamo vincendo, che Putin ha perso, poi scrivono che non si può fare una tregua, perché si riconoscerebbero le conquiste russe in Ucraina.
Ci stanno prendendo per il naso, palesemente e di idiozie simili c'è ne sono a miglia, sulla stampa o durante i telegiornali nazionali.

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